Torna alle News
IL MOVIMENTO TRANSFRONTALIERO DEI RIFIUTI
Il Rapporto descrive e analizza le dinamiche connesse al movimento transfrontaliero dei rifiuti speciali tra l’Italia e gli altri Paesi, europei e non. Per rifiuti speciali si intendono tutti i rifiuti che non rientrano nella categoria degli urbani: si tratta, quindi, di rifiuti che provengono quindi, ad esempio, da attività produttive.
Il movimento transfrontaliero di questi rifiuti e delle materie recuperate costituisce un importante indicatore per valutare criticità e potenzialità della gestione dei rifiuti a livello nazionale ed internazionale; lo testimonia la tendenza italiana, accentuatasi negli ultimi anni, a cercare soluzione alle problematiche legate alla gestione dei rifiuti nell’esportazione degli stessi all’estero.
Dallo studio emerge la differente capacità di gestione dei rifiuti speciali da parte dei Paesi europei, con casi come la Germania che presenta un’alta capacità di smaltimento impiantistica e morfologica (miniere) e agevola la movimentazione di diversi flussi di rifiuti (materiali recuperati e rifiuti speciali pericolosi) non solo all’interno dell’Europa, ma anche tra Europa e altri continenti (Africa e Asia)
L’analisi è stata condotta sulla base dei dati confrontabili desunti dagli ultimi MUD - Modello Unico di Dichiarazione Ambientale - dal 2002 al 2005. Come evidenziato anche da altri rapporti, nel triennio 2005-2007 non si è registrato uno sviluppo significativo delle infrastrutture, il che lascia intendere che dati e tendenze registrati in questo rapporto siano riferibili, con marginali adattamenti, all’attuale situazione di mercato.
Dal Rapporto emerge come nel 2005 siano state esportate dall’Italia oltre 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi e circa 573.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, per un totale di 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti. Nello stesso anno l’Italia ha importato circa 1,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi e circa 33.000 tonnellate di rifiuti pericolosi.
Rispetto alla produzione nazionale di rifiuti speciali, il trasporto transfrontaliero, in entrata ed uscita dai confini nazionali, riguarda complessivamente il 3% dei rifiuti speciali gestiti nel 2005 (il 2,7% dei rifiuti non pericolosi e circa il 10% di quelli pericolosi). La tendenza registrata evidenzia una forte crescita, soprattutto per i rifiuti speciali pericolosi, la cui esportazione è cresciuta, dal 2002 al 2005, di oltre il 350%.
I flussi di esportazione e di importazione si muovono su due binari ben distinti: da una parte si esportano rifiuti provenienti da processi produttivi per il trattamento finale (ceneri, scorie, polveri) e, dall’altra, si ricorre all’importazione di materie prime seconde destinate all’industria del recupero (legno, vetro, plastiche, metalli).